JANNIS KOUNELLIS: LA WUNDERKAMMER DI CORTONANTIQUARIA 2011

Un premio, un’opera site specific. Kounellis getta un ponte tra passato e presente, passando per la strada del sogno.

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Jannis Kounellis riceve il premio Cortonantiquaria 2011 e regala un’installazione permanente a Palazzo Vagnotti, sede centrale della famosa manifestazione Cortonantiquaria, che come ogni anno si svolge dal 27 agosto al 2 settembre.

Cosa succede quando un grande artista contemporaneo, appassionato di antiquariato e uno tra i maggiori esponenti della Land art, incontra una manifestazione che espone al pubblico pezzi di arredamento pregiati, che ci raccontano la storia, le abitudini, la cultura e i mestieri di un tempo?

Puo’ accadere che entri in una stanza e cerchi di “arredarla”, volendo suscitare il battito di ognuno, quando entra nella soffitta dei ricordi.

Ecco di fronte ai nostri occhi una camera, in cui sono stati volutamente posizionati armadi, cassettoni e file-torri di valigie-cartone, rifinite in legno.

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L’ordine delle “cose vecchie”appare casuale e svela un equilibrio registico e un’ossessiva ripetizione, che impone allo spettatore di farsi interprete di questa esperienza.

Lo sguardo ripercorre le pile di mobili e valigie e accelera il movimento.

La sensazione si fa alienante e più denso l’odore della cera dei legni, il calore della loro superficie che assorbe la luce bianca, riflettendone riflessi rossastri dalle venature del materiale.

Kounellis conduce all’interno di un’esperienza visiva, tornando a far parlare il materiale, filo conduttore e protagonista del fare arredo sino alla prima metà del’900.

Afferma infatti: “In occasione della mostra ho deciso di realizzare un’installazione per rendere omaggio all’antiquariato e all’elemento che ne è il perno centrale: il mobile, il legno. I mobili sono come dei vecchi cappotti, con odori, colori e forme unici e irripetibili. Voglio realizzare un omaggio a questi vecchi cappotti di legno recuperandone l’anima profonda, entrando dentro il legno e la forma”.

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L’artista conduce direttamente all’essenza di quello che oggi viene genericamente chiamato “mondo dell’antiquariato”, mettendone a nudo la materia prima, per poi permettere nell’istante seguente, dopo che il pubblico “si è registrato sulla stessa frequenza” del legno antico, di arretrare e capirne le forme cubiche, di parallelepipedo, risultati di metodi di lavorazione lineari e da lì con un ulteriore salto, comprenderne la funzione nella quotidianità, dunque la vita.

Un armadio: quali abiti avrà contenuto e quante volte sarà stato aperto? Quali indumenti o carte avranno celato i cassetti? Le valigie invece, segni di partenze e arrivi, chissà per dove e con quali  mezzi…

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E’ qui che l’ermeneutica ci svela i mille piani interpretativi del reale di un Kounellis sintetico, che definisce un aleph di realtà che si fa abbraccio delle due dimensioni di passato e presente, racchiuso in una stanza: una Wunderkammer appunto, onirica e al cui centro sta sempre e comunque il viaggio nello spazio-tempo dell’essere umano.

 

Testo : Ilaria D’Adamio

Fotografie : Andrea Paoletti

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