Ultimi giorni della mostra : COVERI STORY

Dopo la settimana di Pitti, che ha tenuto in movimento e sveglia Firenze con le ultime novità dettate dalla moda, siete ancora in tempo (fino al 18 gennaio) per visitare la mostra Coveri Story a Prato.

Un tributo ad un grande creatore che nella sua pur breve carriera ha rivoluzionato la moda inondando le passerelle di colori e di allegria.

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Il breve ma intenso percorso di vita e di “arte” di Enrico Coveri è riassunto nella mostra promossa e allestita nei nuovi locali della Camera di Commercio di Prato e curata da Martina Corgnati, Luigi Salvioli e Ugo Volli. Abiti, cartelle, filati, video, profumi, foto promozionali, dipinti, tutto questo è Enrico Coveri, un fenomeno culturale che ha lasciato un segno marcato nella storia del Made in Italy.
L’esposizione ripropone le tappe del percorso creativo e imprenditoriale di Coveri che, nato a Prato (1952-1990), sul finire degli anni Settanta, dopo essersi fatto notare nell’ambiente fiorentino della moda, inizia la scalata internazionale giungendo alla ribalta prima a Parigi e poi a New York. La frequentazione della scuola d’arte a Pistoia e l’appropriazione della cultura del tessuto e delle tecniche sartoriali diventano per Coveri un bagaglio culturale di notevole importanza, strumenti di un mestiere pari alle tecniche pittoriche per un artista.
La passione per l’arte è una costante della sua vita, così se da un lato prende spunto dai pittori delle Avanguardie storiche, dall’altro si avvicina agli artisti coevi come Enrico Baj e Keith Haring, che crea anche il disegno di un tessuto appositamente per lui. Determinante, inoltre, l’incontro con Andy Wahrol che, oltre a realizzare un suo singolare ritratto in serigrafia, progetta il marchio della maison nel 1985.

Enrico Coveri “utilizza” l’arte nelle sue creazioni, tanto che l’esplosione di colore rimanda alla memoria Matisse e i segni grafici ci fanno ricordare la pittura di strada così diffusa nella “Grande Mela” e la Transavanguardia che in quegli anni si era affermata.
Nel 1988, insieme a Marta Marzotto, dà vita a una campagna pubblicitaria invitando un folto gruppo di artisti, in particolare italiani, a interpretare il marchio e lo stile “Enrico Coveri”: questa volta le posizioni si ribaltano e non è più lui a ispirarsi all’arte, ma sono gli artisti a ispirarsi a lui. Tra i tanti che con entusiasmo raccolsero la sfida ricordiamo Aldo Mondino, Gianni Dova, Franco Angeli, Antonio Recalcati, Giangiacomo Spadari e Luciano Bartolini.
Coveri predilige la contaminazione e dunque ai tessuti leggeri e colorati associa materiali “altri” come la paglia, i feltri o le paillettes che diventeranno uno dei tratti distintivi della sua produzione.
La freschezza delle sue creazioni è fissata anche nei tanti scatti realizzati per le campagne promozionali affidate a grandi fotografi, come Frank Yarbrough, Bill King, Oliviero Toscani, Michel Comte che vedono gli abiti indossati da famose modelle dell’epoca (Carré Otis, Naomi Campbell, Claudia Schiffer) e da noti personaggi del jet set come Stéphanie di Monaco.
La documentazione che la mostra presenta è ampia e variata infatti è possibile vedere i filmati dedicati alle modelle, ai fotografi e agli accessori ma anche i video delle sfilate che si sono succedute nel corso degli anni Ottanta di cui Enrico Coveri è stato uno dei testimoni e dei promotori più significativi per la diffusione del Made in Italy.

ha scritto per ArtBlog : Enrica Ravenni

Foto di Andrea Paoletti ©

 

 

 

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