La “Maestà tradita” di Gaetano Pesce in Piazza Santa Maria Novella

E’ stata inaugurata, sabato 19 novembre, la scultura inedita di Gaetano Pesce “Maestà tradita”, dedicata alla condizione della  donna ed alla liberazione femminile.

L’opera site specific di Gaetano Pesce completa così l’allestimento dell’artista inaugurato il 21 ottobre nelle nuove sale espositive del Museo Novecento di Firenze, e pone fine alle polemiche tra l’artista, il critico Vittorio Sgarbi ed il Sindaco Nardella.

La statua, concepita per lo spazio pubblico, è in contrasto con la magnifica facciata della basilica progettata da Leon Battista Alberti, quindi in relazione con il contesto storico-artistico e religioso. L’opera rappresenta una monumentale figura di donna, avvolta in un lungo mantello,  ispirata alla ‘Maestà’ cristiana (l’iconografia della Madonna in trono), e quindi alla celeberrima ‘Madonna Rucellai’ di Duccio di Boninsegna (1285) che si trovava in una cappella di Santa Maria Novella, poi spostata  agli Uffizi nel XX secolo.

La “Maestà tradita” è seduta su un trono che a sua volta appoggia su un alto piedistallo. La figura di regina e madre ha evidenti i segni della sofferenza. Il suo mantello è anche corpo, però vuoto , flagellato composto solo di nuda pelle. Un corpo ferito e segnato dalla violenza sia fisica sia verbale. Una grande e pesante sfera di metallo arrugginito è legata al piede destro della figura con una grossa catena, quale simbolo della schiavitù a cui migliaia di donne, ancora oggi, sono costrette in diverse parti del mondo. Il trono riveste la forma della celebre  poltrona “Up” di Gaetano Pesce che fin dal suo debutto, tra poco cinquant’anni, aveva un significato politico : “La donna con  una palla al piede come l’immagine archetipa del prigioniero”.

L’opera è pensata  come un monumento alla “liberazione femminile”, così come la mostra  omonima, ospitata in contemporanea al Museo Novecento e dedicata anch’essa alla condizione della donna nel mondo contemporaneo, che raccoglie disegni, installazioni sensoriali e varie rivisitazioni della poltrona “Up”.

Museo Novecento 

Piazza Santa Maria Novella

fino all’8 febbraio 2017

 

Andrea Paoletti © 2016

 

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