AEHAM AHMAD e LA SUA “MUSICA PER LA SPERANZA”.

E’ in tournée in Italia dallo scorso 6 gennaio, Aeham Ahmad, più conosciuto come il pianista di Yarmouk dal nome del campo profughi palestinese alle porte di Damasco.

We all believe in the same God – Muslims, Jews, Christians – and one of the messagges is have faith in me, with patience and love we can save the world – although the situation in Syria is very desperate”.
Aeham Ahmad

Le note di un pianoforte, le parole di una canzone, a volte, possono essere più forti  dei fischi assordanti dei missili che precipitano o delle bombe che esplodono nelle zone di guerra. Questa è la speranza di AEHAM AHMAD il giovane pianista nato a Damasco nel 1989 che ha fatto della musica la sua speranza di salvezza.

Ahmad è stato il primo artista a ricevere il Premio Beethoven, nel 2015, per il suo impegno in favore dei diritti umani. Nell’agosto 2016 è uscito “Music for hope”, il suo primo album composto da 18 tracce che raccontano il dramma della guerra in Siria attraverso una musica “classica”, dallo stile pienamente occidentale, armonicamente congiunta con i versi e la melodia del canto arabo. Un incontro sorprendente che si traduce in un universo musicale inedito e affascinante.

Le immagini di Aeham Ahmad al pianoforte, tra le macerie dei bombardamenti alla periferia della capitale siriana, hanno commosso il mondo intero. Lì Ahmad suonava ogni giorno un pianoforte montato su un carretto, circondato da bambini che lo accompagnavano con il canto. Una forma di resistenza alla guerra, il sollievo della musica contro il frastuono del conflitto militare. Il giorno in cui i miliziani dell’Isis gli hanno bruciato il pianoforte – perché la musica occidentale è considerata peccato mortale – e ucciso uno dei bambini che stavano intorno al piano, Ahmad ha deciso di lasciare il suo paese e fuggire verso l’Europa attraverso la rotta balcanica, insieme a migliaia di altri migranti. Fino all’arrivo in Germania, dove acquisisce lo status di rifugiato, inizia a suonare nei teatri, incontra Angela Merkel, pubblica il suo primo album e vince il premio Beethoven. Attualmente sta lavorando al suo secondo album e alla sua autobiografia, entrambe in uscita nel 2017.

La musica di Ahmad è una melodia che racconta il dolore ma anche la speranza che qualcosa possa cambiare.

Prossima ed ultima della tournée italiana il 4 febbraio ad Aosta.

Andrea Paoletti © 2017

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