ALTAROMA : l’abito in mostra

Domenica 9 luglio si  è conclusa ALTAROMA, la kermesse estiva di alta moda capitolina. Con dispiacere sono finite anche le mostre allestite presso il Guido Reni District, quartier generale di ALTAROMA.

Sinceramente delle così belle esposizioni, è un peccato che siano durate solo quattro giorni, ecco il reportage fotografico di ArtBlog.

DROPS OF ITALIAN GLAMOUR

L’essenza della moda italiana dal dopoguerra al XXI secolo

La collezione Enrico Quinto e Paolo Tinarelli

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La mostra è un percorso espositivo di una selezione di 40 abiti, da giorno e da sera, della collezione Quinto Tinarelli che con oltre seimila modelli è una tra le più grandi d’Europa.

Con gli abiti creati da stilisti e couturier italiani si è inteso raccontare l’essenza dello stile italiano attraverso la moda femminile ed il costume del XXI secolo, evidenziando gli elementi che hanno creato il mito del Made in Italy.

VANITAS

L’abito tra sacro e profano

Memorabilia dalla collezione privata di una famiglia romana

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Il progetto “Vanitas” prevede il racconto dell’evoluzione del costume e della differenziazione dell’abito, quale segno esteriore discriminante e identificativo del ruolo sociale.

Ispirata al film “La migliore offerta” di Giuseppe Tornatore (2013) l’esposizione è strutturata in forma di grande quadreria in due distinte gallerie di ritratti, civili ed ecclesiastici, i cui protagonisti oltre ai soggetti rappresentati sono gli abiti da questi indossati.

Le opere esposte fanno parte di una collezione privata di una famiglia romana di storici dell’arte ed antiquari, una selezione di ritratti a soggetto sacro e profano come sono gli abiti esposti. In mostra  abiti ecclesiastici contrapposti ad abiti di alta moda di ispirazione sacerdotale creati per il cinema.

 

A.I. Prove tecniche di trasmissione

A.I. Artisanal Intelligence

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La mostra prende il titolo dalle “Prove tecniche di trasmissione” i programmi sperimentali che, agli inizi degli anni ’70, mandavano in onda immagini studiate per provare gli effetti cromatici della nuova TV a colori.

Questa 14ma edizione di A.I.  Artisanal Intelligence oltre a promuovere il lavoro di giovani designer ed artigiani, per la prima volta, presenta anche i costumisti che si sono formati a Roma per il cinema o la TV.

Ad apertura del “laboratorio” due opere dell’artista Isabelle Ducrot che lavora su tessuti usati e che rappresenta una perfetta sintesi del messaggio che A.I. vuol trasmettere : il valore della rielaborazione e rilettura degli archivi, la ricerca tessile e artigianale, il rapporto tra moda e arte.

Il percorso espositivo prosegue nel “laboratorio”, con lo studio e l’elaborazione dell’idea fino ad arrivare alla prova.

Seguono poi, per il passaggio da abito a costume, le creazioni della Sartoria Farani ed i costumi di Gianluca Falaschi.

Nel “laboratorio” dei giovani, particolarmente affascinanti, le borse ed accessori realizzati da Roberto Scarantino, artigiano romano che si ispira alle sinuosità delle architetture di Zaha Hadid.

Andrea Paoletti © 2017

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