Il PALIO DI SIENA DELL’ASSUNTA

Per varie motivazioni non avevo mai avuto l’opportunità di assistere alla corsa del Palio dell’Assunta, che si tiene ogni anno a Siena il 16 agosto.

E’ senza dubbio uno degli eventi più importanti a livello nazionale, al pari della regata storica di Venezia, per spettacolarità e rinnovo delle tradizioni oltre che per la corsa dei cavalli.

La possibilità di partecipare alla festa senese dal giorno prima della corsa, in compagnia di alcuni contradaioli, ha reso l’esperienza veramente unica e speciale.

I preparativi iniziano 4 giorni prima della corsa e sono giorni febbrili ed intensi di appuntamenti che si svolgono all’unisono nei rioni cittadini e che riempiono la città di colori e suoni: i momenti principali sono la tratta, ovvero l’assegnazione a sorte dei cavalli, le prove della corsa sul tufo di Piazza e la benedizione dei fantini e dei cavalli, oltre alle tante cene che rallegrano gli animi e alimentano la speranza di vittoria.

Io ho partecipato la sera del 15 agosto alla “cena della prova generale”, ospite nella contrada Chiocciola, dove in grande spolvero si ritrovano tutti i contradaioli,  la dirigenza e ovviamente il fantino che il giorno dopo vestirà i colori della contrada in Piazza. L’ampio territorio della Chiocciola ha il suo cuore nella Società e nella Chiesa situate in via San Marco, una salita che culmina con una deliziosa chiesetta sconsacrata adesso adibita a stalla o, come viene chiamata, “casa del cavallo”. In questa strada si tiene la cena, sotto il cielo stellato e le bandiere che sventolano.

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La notte tarda è stata lo scenario per i rituali festeggiamenti della vigilia che conducono dopo qualche ora di sonno alla mattina in cui si tiene prima la benedizione dei fantini e poi quella dei cavalli.

L’ansia aumenta e sinceramente da profano si percepisce, se non sei senese e quindi non fai parte di una contrada sei straniero ed…  invisibile! Nel primissimo pomeriggio, nello stesso momento, in ogni chiesa di contrada inizia la benedizione dei cavalli, un rituale che sfiora il profano, in chiesa, in totale silenzio, entra il cavallo! Fiato sospeso per la benedizione ed appena uscito il fiero animale, applausi e tutti in coro intonano l’inno ed i canti propiziatori.

E’ un altro mondo, il fascino del rituale ma in particolare di come il senese vive il Palio è unico!

Usciti dalla Chiesa ci accolgono gli alfieri che danno il via alla passeggiata storica, un corteo ricco di figuranti, le comparse, con costumi bellissimi:  per le vie cittadine si viene componendo la raffigurazione commemorativa delle istituzioni, dei costumi e della grandezza dell’antica Repubblica Senese ed ogni contrada vi partecipa con i rispettivi monturati.

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Terminato il corte, finalmente si entra in piazza del Campo. La piazza gremita di persone, in attesa della corsa, vede per primo sfilare nuovamente tutti i monturati poi giungere il carroccio trainato dai buoi che porta il “cencio”, il drappellone che sarà consegnato alla contrada vittoriosa.

Allo scoppio del mortaretto, escono i cavalli dall’Entrone, il grande cortile del Palazzo Comunale, il mossiere comunica ai fantini l’ordine di entrata fra i canapi, e  ….siamo pronti, tutti trepidano aspettando che l’allineamento dei cavalli al canape permetta di far abbassi i canapi : è Palio!

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Tre velocissimi giri della piazza col fiato sospeso per giungere ad un vincitore che farà esultare e commuovere la sua contrada e veramente piangere i popoli delle altre.

Andrea Paoletti © 2017

 

 

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