Il GONG di Eliseo Mattiacci al Forte Belvedere di Firenze

E’ stata inaugurata ieri sabato 02 giugno la grande mostra dell’estate 2018 : GONG di Eliseo Mattiacci.

Nella sola sede del Forte Belvedere una mostra antologica racconta l’arte di Eliseo Mattiacci (Cagli 1940), pioniere delle avanguardie italiane di fine anni sessanta che con la sua arte racconta mezzo secolo di storia.

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Opere senza tempo che possono essere state fatte ieri come 50 anni fa, misteriose, indecifrabili.

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Da sempre la fonte di ispirazione di Mattiacci è “il cielo, il cosmo, l’immensità dell’infinito” ecco quindi opere in acciaio corten che sembrano totem, elementi che evocano primordiali riti attraverso i quali l’uomo ha sempre cercato la connessione con gli astri ed il cielo.

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La mostra è articola nella parte esterna terrazzata del Forte dove sono collocate le grandi opere in acciaio corten di ispirazione cosmico astronomica, orientate verso la città, con l’inevitabile raffronto paesaggistico, e verso le colline che ospitano l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, non lontano dall’ultima residenza di Galileo Galilei.

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Si tratta di lavori realizzati a partire dalla fine degli anni Ottanta fino agli anni più recenti, come i due totem Verso il cielo (1987), Equilibri precari quasi impossibili (1991), Segno australe – Croce del Sud (1991), Gong (1993), Vie del cielo (1995), i dischi di Ordine cosmico (1995-96), Totem con nuvola (1996), e l’inedita Scultura che guarda (1997-2013).

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Nelle sale interne del Forte la mostra prosegue con i disegni del ciclo Predisporsi ad un capolavoro cosmico-astronomico del 1980-81, i frottages su metallo dei Campi Magnetici, le Cosmogonie, i recenti Corpi Celesti del 2005-15 e una selezione di opere storiche.

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Tra quest’ultime, oltre all’opera il Tubo (1967) di circa sessanta metri di estensione, verrà ripresentata – per la prima volta dalla mostra alla galleria L’Attico di Roma – l’installazione Recupero di un mito (1975) con la sala del piano terra riempita di sabbia e alle pareti ritratti fotografici di indiani pellirosse, così come troverà collocazione l’opera sonora Echi di suoni e cani che abbaiano (1983).

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Ad integrazione della grande antologica, dal 25 maggio scorso, il Museo Novecento presenta la scultura Per Cornelia (1985) e il grande disegno Occhio del cielo (2005).

La mostra resterò aperta fino 14 ottobre 2018

info : http://www.musefirenze.it

Andrea Paoletti © 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

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