Bonaveri, A fan of Pucci

E’ stata, a mio avviso, la migliore installazione “artistica” dell’ultima edizione di Pitti Immagine Uomo.

L’alto artigianato di due importanti realtà italiane, la maison di moda di Emilio Pucci e il pioniere dei manichini Bonaveri, hanno collaborato per celebrare con un evento innovativo gli universi della loro creatività.

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La prestigiosa sede di Palazzo Pucci è stata il palcoscenico di un viaggio visivo nel quale si scoprivano i “codici” del marchio che prendevano forma grazie all’interpretazione data a varie forme e figure create da Bonaveri .

Le diverse installazioni hanno fatto diventare il manichino attore del racconto estetico del marchio Pucci. La narrativa estesa su 2 piani,  partiva dal cortile centrale dove il print iconico del marchio “Vivara” si mostrava in toni classici, non solo fasciando il cortile e l’Emilio bar, ma avvolgendo come fossero tatuaggi, i manichini di diversa statura dove al centro troneggiava un “gigante”.

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Nella Galleria del primo piano i manichini, disposti come spettatori di passerella, ammiravano gli ospiti dell’evento e, vestiti delle cromie Pucci in un velluto pregiato, indossavano un variegato mondo di accessori, borse, borsoni, occhiali, bijoux, foulards, scarpe e cappelli.

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Per continuare, giunti al “Salone Balcone” il colore lasciava spazio al print bianco e nero, altro codice importante per il marchio; mentre il movimento e la fluidità giocavano in maniera ironica nello spazio grazie a due mega ventilatori che animavano un caftano da sera.

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Nella leggendaria Sala Bianca cinque manichini erano rivestiti di materiali ed interpretazioni meno ovvie: paglia, frange, rouches, perle, parrucche, acconciature particolari che descrivevano la ricchezza di Emilio Pucci, realizzati in maniera sorprendente e divertente da Bonaveri.

Al piano terra del Palazzo, un tempo sede degli ateliers, il precorso si snodava tra Sala del Taglio, Sala del Cucito e Laboratorio di Decorazione delle miniature. Le sale si animavano grazie agli artigiani di Bonaveri che davano vita ai manichini custom made.

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Il viaggio è terminato con una visita allo studio del Marchese, dove erano esposti effetti personali, tra cui oggetti e schizzi.  Lo studio diventava fitting room con abiti di archivio e la collezione bimba indossata da curiosi baby manichini.

Il progetto creativo nasce a seguito di una proficua conversazione tra Emma Davidge, direttore creativo di Chameleon Visual, e Laudomia Pucci, che hanno voluto leggere in chiave ironica un incontro tra due Maisons ricche di storia e savoir-faire proiettandole in una visione contemporanea ed innovativa.

Sinceramente, il mio rammarico, è che questa meraviglia sia durata solo pochi giorni!

Fonte testo : comunicato stampa

Immagini : Andrea Paoletti © 2018

 

 

 

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